{"version":"1.0","provider_name":"Associazione culturale Gerardo Guerrieri","provider_url":"https:\/\/www.gerardoguerrieri.com\/it","author_name":"A.Valente Axiscom","author_url":"https:\/\/www.gerardoguerrieri.com\/it\/author\/axis\/","title":"Stanza 4. OH, AMERICA - Associazione culturale Gerardo Guerrieri","type":"rich","width":600,"height":338,"html":"<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"I7UYwON61r\"><a href=\"https:\/\/www.gerardoguerrieri.com\/it\/oh-america\/\">Stanza 4. OH, AMERICA<\/a><\/blockquote><iframe sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" src=\"https:\/\/www.gerardoguerrieri.com\/it\/oh-america\/embed\/#?secret=I7UYwON61r\" width=\"600\" height=\"338\" title=\"&#8220;Stanza 4. OH, AMERICA&#8221; &#8212; Associazione culturale Gerardo Guerrieri\" data-secret=\"I7UYwON61r\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\" class=\"wp-embedded-content\"><\/iframe><script>\n\/*! This file is auto-generated *\/\n!function(d,l){\"use strict\";l.querySelector&&d.addEventListener&&\"undefined\"!=typeof URL&&(d.wp=d.wp||{},d.wp.receiveEmbedMessage||(d.wp.receiveEmbedMessage=function(e){var t=e.data;if((t||t.secret||t.message||t.value)&&!\/[^a-zA-Z0-9]\/.test(t.secret)){for(var s,r,n,a=l.querySelectorAll('iframe[data-secret=\"'+t.secret+'\"]'),o=l.querySelectorAll('blockquote[data-secret=\"'+t.secret+'\"]'),c=new RegExp(\"^https?:$\",\"i\"),i=0;i<o.length;i++)o[i].style.display=\"none\";for(i=0;i<a.length;i++)s=a[i],e.source===s.contentWindow&&(s.removeAttribute(\"style\"),\"height\"===t.message?(1e3<(r=parseInt(t.value,10))?r=1e3:~~r<200&&(r=200),s.height=r):\"link\"===t.message&&(r=new URL(s.getAttribute(\"src\")),n=new URL(t.value),c.test(n.protocol))&&n.host===r.host&&l.activeElement===s&&(d.top.location.href=t.value))}},d.addEventListener(\"message\",d.wp.receiveEmbedMessage,!1),l.addEventListener(\"DOMContentLoaded\",function(){for(var e,t,s=l.querySelectorAll(\"iframe.wp-embedded-content\"),r=0;r<s.length;r++)(t=(e=s[r]).getAttribute(\"data-secret\"))||(t=Math.random().toString(36).substring(2,12),e.src+=\"#?secret=\"+t,e.setAttribute(\"data-secret\",t)),e.contentWindow.postMessage({message:\"ready\",secret:t},\"*\")},!1)))}(window,document);\n\/\/# sourceURL=https:\/\/www.gerardoguerrieri.com\/wp-includes\/js\/wp-embed.min.js\n<\/script>\n","description":"Copertina di This week in Rome, &#8220;rivista&#8221; settimanale anglofona, edita a Roma negli anni \u201860 e \u201870. mostra virtuale: Stanza quattro OH, AMERICA! Il Teatro Club di Gerardo Guerrieri e Anne d\u2019Arbeloff apre una finestra sull\u2019America, portando a Roma le voci pi\u00f9 audaci del teatro d\u2019avanguardia. Il Living Theatre, il teatro afroamericano, le sperimentazioni della scena newyorkese diventano parte di un dialogo che attraversa l\u2019oceano. Dai palcoscenici ufficiali agli spazi indipendenti, questa sezione racconta il legame tra il teatro italiano e le trasformazioni della scena americana, tra censura e libert\u00e0, sperimentazione e identit\u00e0. Gallery 1: LIVING THEATRE Tra il 1961 e il 1983, il Living Theatre e il Teatro Club di Gerardo Guerrieri e Anne d\u2019Arbeloff costruiscono un sodalizio che segna la storia del teatro italiano. La compagnia di Julian Beck e Judith Malina porta in Italia un nuovo modo di intendere la scena: un teatro politico, fisico, anarchico, capace di spezzare la distanza tra attori e pubblico. Dai primi spettacoli romani al Teatro Parioli, il Teatro Club si fa promotore di un dialogo tra la sperimentazione americana e la tradizione teatrale europea. Questo rapporto non si limita alla scena: lettere, telegrammi e articoli di stampa raccontano un legame che attraversa censure, arresti e battaglie per la libert\u00e0 artistica. Attraverso immagini, documenti e testimonianze, questa sezione ripercorre le tappe di un incontro che ha cambiato il panorama teatrale italiano ed europeo. Nel 1961, il Living Theatre arriva in Italia su invito del Teatro Club, portando in scena The Connection al Teatro Parioli. Quattro anni dopo, nel 1965, The Brig e Mysteries and Smaller Pieces scuotono il pubblico italiano. Ma il viaggio \u00e8 accidentato: nel 1964, la compagnia viene espulsa da Bruxelles e rimpatriata con 30 giorni di carcere che costringono a rimandare il nuovo debutto. Tra documenti ufficiali e lettere di urgenza, la compagnia sfida regole e confini. Guerrieri parla del Living da programma per Antigone Il testo appartiene al programma di sala del Teatro Club del 1957. Il pamphlet ironico dal titolo emblematico \u201cDiscorso ad un socio addormentato in poltrona\u201d \u00e8 una sorta di manifesto dell\u2019intenzione di fare di Roma una capitale europea del teatro, come Londra, Parigi, Berlino. Roma, aprile 1967. Il Teatro delle Arti \u00e8 gremito per The Antigone of Sophocles del Living Theatre. Il pubblico assiste a una tragedia che si fa protesta, rito collettivo, scossa politica. Di quell\u2019incontro restano non solo immagini, ma anche le voci: Gerardo Guerrieri registra lo spettacolo e le conversazioni con gli attori della compagnia, che nel luglio 1968 diventano un ciclo di trasmissioni radiofoniche sul Terzo Programma della RAI. Guerrieri, Beck e Malina + Prometeo Il testo appartiene al programma di sala del Teatro Club del 1957. Il pamphlet ironico dal titolo emblematico \u201cDiscorso ad un socio addormentato in poltrona\u201d \u00e8 una sorta di manifesto dell\u2019intenzione di fare di Roma una capitale europea del teatro, come Londra, Parigi, Berlino. Gallery 2: BLACK AMERICA Negli anni \u201960 e \u201970, il Teatro Club porta a Roma la voce di un\u2019America attraversata da tensioni razziali e dalla lotta per i diritti civili. Sulle sue scene arrivano spettacoli che raccontano la storia, la spiritualit\u00e0 e la ribellione del teatro afroamericano, in un dialogo complesso con il sistema teatrale bianco e le sue dinamiche di potere. Sulle scene del Teatro Club, il teatro afroamericano porta la sua storia di lotta e identit\u00e0. Black Nativity di Langston Hughes (1963, 1981) unisce spiritualit\u00e0 e teatro musicale. La Negro Ensemble Company debutta a Roma nel 1969 con Song of the Lusitanian Bogey. Nel 1970, Slave Ship di LeRoi Jones trasforma il palco in una nave di schiavi. Nel 1982, i canti di Black American Voices risuonano nella Basilica di Santa Maria in Trastevere. Febbraio 1969, New York Times. Douglas Turner Ward, drammaturgo e direttore della Negro Ensemble Company, affronta il dibattito sull\u2019autonomia degli artisti neri nel teatro americano. \u201cUn artista nero non deve chiudersi a nessuna possibilit\u00e0\u201d, scrive, \u201cma ovunque sia, deve mantenere il controllo sulla propria identit\u00e0 artistica\u201d. Mentre la sua compagnia debutta in Italia con Song of the Lusitanian Bogey, il Teatro Club accoglie e amplifica questo discorso nel panorama teatrale romano. Gallery 3: NEW YORK Culla della sperimentazione, New York \u00e8 per Gerardo Guerrieri e Anne d\u2019Arbeloff un osservatorio privilegiato da cui attingere idee, artisti e visioni. Negli anni, il Teatro Club porta a Roma compagnie che ridefiniscono il linguaggio scenico: dalla danza contemporanea di Paul Taylor e Jos\u00e9 Lim\u00f3n al teatro musicale di Eric Salzman, fino alle rivoluzioni dell\u2019Open Theatre e del Caf\u00e8 La MaMa. Un ponte tra mondi che trasforma il pubblico romano in testimone dell\u2019avanguardia. Mentre Paul Taylor (1961), il Harkness Ballet di George Skibine (1965) e la Jos\u00e9 Lim\u00f3n American Dance Company, diretta da Ruth Currier (1975), ridefiniscono il linguaggio della danza, Aldo Rostagno, corrispondente da New York, indaga i nuovi fermenti teatrali. Nel 1968, l\u2019Open Theatre di Joe Chaikin stringe un forte legame con Gerardo Guerrieri, che curer\u00e0 per Einaudi la pubblicazione dei suoi testi. Nel 1991, Ellen Stewart porta Giacinta a Viterbo, proseguendo un dialogo iniziato anni prima. New York, 1959. Julian Beck scrive sul New York Times difendendo l\u2019avanguardia teatrale: un viaggio senza certezze, un rischio continuo. Il termine stesso, \u201cavant-garde\u201d, richiama l\u2019avamposto militare che affronta il pericolo per primo. Mentre il Living Theatre sfida il conformismo, il Teatro Club raccoglie questa eredit\u00e0 e la porta in Italia, offrendo al pubblico romano un teatro capace di interrogare, provocare e reinventare il proprio linguaggio. Gallery 4: BORN IN THE USA Quando arriva in Italia Pete Seeger, Alessandro Portelli, giovane spettatore di quel concerto, era uno dei pochissimi a conoscere \u00abil padre della canzone popolare americana\u00bb (Bruce Springsteen). Alessandro Portelli su Pete Segeer Nel 1964 il Teatro Club invita Pete Segeer, ispiratore del folk revival democratico e militante, allora quasi sconosciuto in Italia. Il racconto di Alessandro Portelli, originale esploratore della cultura e della musica popolare americane, ci restituisce la complessit\u00e0 degli incontri con questa \u201cAmerica dentro. https:\/\/youtu.be\/Fj7XEdB19DE Alessandro Portelli su Joan Baez Quando 1967 arriva Joan Baez \u00e8","thumbnail_url":"https:\/\/www.gerardoguerrieri.com\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/COPERTINA-STANZA-AMERICA_B19_f6_075.jpg","thumbnail_width":800,"thumbnail_height":596}