{"version":"1.0","provider_name":"Associazione culturale Gerardo Guerrieri","provider_url":"https:\/\/www.gerardoguerrieri.com\/en","author_name":"A.Valente Axiscom","author_url":"https:\/\/www.gerardoguerrieri.com\/en\/author\/axis\/","title":"Gerardo e Tommaso - Associazione culturale Gerardo Guerrieri","type":"rich","width":600,"height":338,"html":"<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"cTwNMTVjH9\"><a href=\"https:\/\/www.gerardoguerrieri.com\/en\/gerardo-e-tommaso\/\">Gerardo and Tommaso<\/a><\/blockquote><iframe sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" src=\"https:\/\/www.gerardoguerrieri.com\/en\/gerardo-e-tommaso\/embed\/#?secret=cTwNMTVjH9\" width=\"600\" height=\"338\" title=\"&#8220;Gerardo e Tommaso&#8221; &#8212; Associazione culturale Gerardo Guerrieri\" data-secret=\"cTwNMTVjH9\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\" class=\"wp-embedded-content\"><\/iframe><script>\n\/*! This file is auto-generated *\/\n!function(d,l){\"use strict\";l.querySelector&&d.addEventListener&&\"undefined\"!=typeof URL&&(d.wp=d.wp||{},d.wp.receiveEmbedMessage||(d.wp.receiveEmbedMessage=function(e){var t=e.data;if((t||t.secret||t.message||t.value)&&!\/[^a-zA-Z0-9]\/.test(t.secret)){for(var s,r,n,a=l.querySelectorAll('iframe[data-secret=\"'+t.secret+'\"]'),o=l.querySelectorAll('blockquote[data-secret=\"'+t.secret+'\"]'),c=new RegExp(\"^https?:$\",\"i\"),i=0;i<o.length;i++)o[i].style.display=\"none\";for(i=0;i<a.length;i++)s=a[i],e.source===s.contentWindow&&(s.removeAttribute(\"style\"),\"height\"===t.message?(1e3<(r=parseInt(t.value,10))?r=1e3:~~r<200&&(r=200),s.height=r):\"link\"===t.message&&(r=new URL(s.getAttribute(\"src\")),n=new URL(t.value),c.test(n.protocol))&&n.host===r.host&&l.activeElement===s&&(d.top.location.href=t.value))}},d.addEventListener(\"message\",d.wp.receiveEmbedMessage,!1),l.addEventListener(\"DOMContentLoaded\",function(){for(var e,t,s=l.querySelectorAll(\"iframe.wp-embedded-content\"),r=0;r<s.length;r++)(t=(e=s[r]).getAttribute(\"data-secret\"))||(t=Math.random().toString(36).substring(2,12),e.src+=\"#?secret=\"+t,e.setAttribute(\"data-secret\",t)),e.contentWindow.postMessage({message:\"ready\",secret:t},\"*\")},!1)))}(window,document);\n\/\/# sourceURL=https:\/\/www.gerardoguerrieri.com\/wp-includes\/js\/wp-embed.min.js\n<\/script>","description":"Gerardo e Tommaso di Marcantonio lucidi Deafman Glance (L\u2019occhio del sordo) di Robert (Bob) Wilson, compagnia Byrd Hoffman School of Byrds, Teatro Eliseo, Roma, 27 aprile 1971, fotografia di Tommaso Le Pera La CAVERNA DEl TEATRO La caverna del teatro italiano degli ultimi sei &#8211; sette decenni sta alla fine di una scala che si apre dietro il bancone di un negozio di fotografia, a Roma, sull\u2019Appia nuova, a Largo dei Colli Albani. Si scende nello studio di Tommaso Le Pera che contiene un tesoro di alcuni milioni di scatti. Sono spettacoli teatrali, attori, registi, scenografie, costumi, luci e se si sta attenti, se si porge l\u2019orecchio, dalle immagini in bianco e nero degli anni Sessanta, dal colore dei lustri successivi, si percepisce in lontananza, persino in fondo a Deafman glance (Lo sguardo del sordo) di Bob Wilson, qualche nota delle musiche di scena. Con le innumerevoli foto di Le Pera si potrebbe avvolgere l\u2019orbe terracqueo &#8211; e Gerardo Guerrieri ne sarebbe certamente felice &#8211; per mostrare agli extraterrestri intenti a studiarci con i loro potenti cannocchiali che gli umani non solo guerre, bombe e stragi sanno fare ma anche qualcosa di buono. Il teatro, il pensiero sul teatro, le foto di teatro. Le foto sono il presente pietrificato. Una storia di Istanbul, di Erol G\u00fcnyadin, compagnia Teatro Dormen di Istanbul, Teatro Eliseo, Roma, 3 maggio 1971, fotografia di Tommaso Le Pera Guerrieri, Le Pera e il nuovo di Deafman glance Dentro questa grotta fotografica enorme, vi \u00e8 una galleria che contiene gli esordi di Le Pera, le immagini degli spettacoli da lui fotografati per il Teatro Club, il centro internazionale di cultura teatrale fondato da Guerrieri nel 1957 assieme alla moglie Anne d\u2019Arbeloff con l\u2019intento di immettere corrente elettrica cosmopolita nella scena italiana. Per esempio Deafman glance che arriv\u00f2 nel 1971 all\u2019Eliseo per il Teatro Club (da quell\u2019anno chiamato Premio Roma): Wilson raccontava di un adolescente diventato da bambino sordo e muto dopo avere sorpreso la sua balia mentre sgozzava due altri piccoli di cui aveva la custodia. Lo spettacolo avanzava lentamente per sette ore, lentezza che diverr\u00e0 uno stile, una successione di quadri composti di immagini di bellezza insolita, ossessive spesso, mentali e oniriche che stravolgevano la percezione dello spazio e del tempo teatrali, aprendo all\u2019espressione poetica un mondo interiore in cui il linguaggio aveva perso il suo primato. Straordinaria macchina di libert\u00e0, come la chiam\u00f2 Louis Aragon. Fu accolta per quel che sembrava, una rivoluzione della rappresentazione teatrale. Il mondo di un bambino sordo si apriva come una bocca senza parole, il linguaggio verbale veniva sostituito dal movimento. Questa opera silenziosa indicava agli artisti della scena italiani la strada del teatro immagine che ha rappresentato il grande moto della sperimentazione nazionale, in particolare della scuola romana. Jean-Louis Barrault con gli attori della compagnia, in Rabelais, di Jean-Louis Barrault, Circo Medini \u2013 Giardini di Villa Medici, Roma, 21 aprile 1970, fotografia di Tommaso Le Pera Tommaso Le Pera si trov\u00f2 in quegli anni dentro la rivoluzione della scena, in mezzo alla rivolta dell\u2019immagine che Gerardo Guerrieri portava in Italia. Mentre scattava, Le Pera si rendeva conto d\u2019aver catturato il nuovo? Nessun artista conosce la propria posizione nella Storia. Non sa cosa sta facendo, sa solo che lo sta facendo. Gerardo oltrech\u00e9 artista (regista, drammaturgo, sceneggiatore, traduttore) era anche un intellettuale, critico teatrale e saggista. E come studioso vedeva la posizione degli altri nella Storia: \u201cNel \u201971 l\u2019avvenimento \u00e8 l\u2019arrivo di Bob Wilson da Nancy al Premio Roma. La cronologia si chiude col suo Einstein a Venezia (del \u201976). La sua influenza \u00e8 determinante e stimolante per gli anni \u201970 quanto lo fu quella del Living negli anni \u201960\u201d. (G. Guerrieri, Avanguardia e sperimentazione in Italia, in Lo spettatore critico, Valerio Levi editore, Roma, 1987, p. 241). Prometheus di Julian Beck e del Living Theatre, Teatro Argentina, Roma, 30 settembre 1978, fotografia di Tommaso Le Pera Il ragazzo che faceva il proiezionista Il Living Theatre di New York arriv\u00f2 per la prima volta a Roma nel 1961 grazie al Teatro Club che del gruppo di Judith Malina e Julian Beck present\u00f2 al teatro Parioli The connection di Jack Gelber e Many Loves di William Carlos Williams. Nella grotta di Largo dei Colli Albani non ci sono foto di quei giorni, il giovane Le Pera non era ancora arrivato a Roma da Sersale, il suo paese di nascita in provincia di Catanzaro. Si stava impratichendo nel negozio di fotografia del padre e dello zio e tanta dimestichezza ricav\u00f2 da diventare una firma della prestigiosa rivista \u201cFotografare\u201d. Una perizia tecnica che affascinava Guerrieri sempre intento a chiedere, studiare, capire: e che pellicola usi? E quale sensibilit\u00e0? E il tempo di esposizione? E l\u2019apertura del diaframma? A Sersale la famiglia gestiva un cinema, il ragazzo faceva il proiezionista quindi &#8211; gli adolescenti sono cos\u00ec &#8211; gli venne l\u2019amore per il teatro, che poi non \u00e8 mai un semplice amore, piuttosto un\u2019ossessione, una possessione, primo tratto in comune fra Tommaso e Gerardo. A vent\u2019anni. il fotografo esordiente arriv\u00f2 a Roma, apr\u00ec il laboratorio e prese a imbucarsi nei teatri per scattare di nascosto. I teatri sono vascelli, il giovane faceva il clandestino e non poteva lavorare con gli attori in posa, come s\u2019usava all\u2019epoca, ma solo fermarli in movimento &#8211; che sarebbe un ossimoro, fermo in movimento come luce oscura e festina lente, affrettati lentamente. Allora per fare di necessit\u00e0 virt\u00f9, invent\u00f2 la fotografia di scena dinamica, che non \u00e8 un ossimoro, piuttosto un paradosso. L\u2019arte nasce sempre ponendo una difficolt\u00e0 da superare, da scavalcare e cavalcare, l\u2019endecasillabo in poesia, il moto nella fotografia. Le Pera si nascondeva all\u2019Eliseo in prima balconata a fotografare Eduardo e poi timidissimo gli portava le stampe perch\u00e9 Luca, il figlio del grande capocomico, lo esortava: \u201cVai, vai fagli vedere le foto\u201d. Ed Eduardo le prendeva. Il clandestino cominci\u00f2 a farsi conoscere dagli equipaggi delle navi teatrali, le foto sono belle, nuove, moderne, fin quando Gerardo e Anne gli dettero libero accesso agli spettacoli del Teatro Club.","thumbnail_url":"https:\/\/www.gerardoguerrieri.com\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/DeafmanG_LePera_wm.jpg","thumbnail_width":1280,"thumbnail_height":1280}